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Gella
Inviato il: 23/3/2009 17:23
Webmaster
Joined: 31/10/2008
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Messaggi: 22
Integrazione e adattamento con la Gassmann sulle labbra


Lunedì prossimo alla “solita ora”, nel “solito teatro”, si svolgerà il penultimo atto di questa ormai “solita” stagione teatrale (il ricorso all’aggettivo virgolettato è un piacere che Paola, almeno quella in scena, può permettersi di adoperare; data l’ormai acquisita consapevolezza che questo secondo progetto organizzativo sta volgendo al termine senza aver palesato problemi strutturali). Quella che andrà in scena non sarà la solita, sia perdonata la ridondanza del termine, caratterizzazione del dialogo sull’alterità: sui rapporti che legano, a volte soffocando altre volte saldando, diverse culture; ciò che dal palco sarà tentato di comunicare allo spettatore è la contemplazione di una possibilità di convivenza.
La storia si svolge in Francia dove la coppia composta da Samir e Natasha, lui francese d'origine algerina, lei lituana senza permesso di soggiorno, su consiglio del figlio della portiera dello stabile, hanno occupato abusivamente una camera della residenza delle sorelle Figeac (una delle due è interpretata da Paola Gassmann), sicuri che prima di qualche mese le proprietarie non sarebbero tornate. La chiave di volta di tutta l’opera è quindi questa; le sorelle proprietarie tornano prima del previsto, evento che segna la partenza di un domino di situazioni basate sulla diversa attitudine di ognuna riguardo al problema manifesto, tensione che tuttavia resterà positiva sino alla fine della piece in quanto la base delle decisioni sarà sempre la voglia di prendersi cura dell’ “altro”.
Il tentativo di affrontare una tematica così attuale resta però una crisalide non sbocciata in quanto il messaggio trasmesso non è foriero di nessuno spirito rivoluzionario; ciò che distingue l’opera è la deriva dello status quo, accettato e digerito al punto che il protagonista maschile, sia pur discutendo e creando i presupposti per momenti di sollecitazione dialettica, resta chino con la mano protesa verso quella borghesia provvidenziale rappresentata dalle padrone di casa. Rimane comunque una testimonianza di come sia possibile attenuare gli effetti del razzismo, dell’intolleranza e delle differenze sociali, facendo leva sull’amore e soprattutto diviene facilmente assimilabile ogni caratterizzazione perché sia il linguaggio che le ambientazioni sono sorprendentemente attuali.
Un doppio senso d’attesa sarà riservato alla prestazione artistica della Gassmann, attrice che lo scorso anno non riuscì ad esibirsi all’Odeon per via di una concomitante celebrazione religiosa, la quale saprà senz’altro ripagare il pubblico con una performance degna del suo blasone.

Francesco Frangella
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